Mi chiamo Assunta Colazza per un errore dell'ufficiale di anagrafe che registrò la mia nascita 61 anni fa, per questo, seguendo il desiderio dei miei genitori, tutti mi chiamano Maria Assunta; sembra una cosa da niente, invece avere due nomi (uno "ufficiale" e uno "reale") mi ha creato da sempre un sacco di problemi burocratici!
Vivo a Marino dalla mia nascita, sono sposata con Ugo da 35 anni, abbiamo due figli: Stefano (32 anni, innamorato della musica) e Emilio (27 anni, innamorato dell'agricoltura), e una nuora, Inelda, che ha il grande merito di non farmi più essere l’unica donna tra tanti maschi, perché della famiglia, già da dieci anni, fa parte anche Socrate, un cane trovatello arrivato cucciolo di 4 Kg scarsi e che ora pesa 40 Kg.

Ho frequentato il Liceo Scientifico, mi sono laureata in Lettere con una tesi in Storia della Critica Letteraria e, diciannove anni dopo il mio primo esame di Maturità, mi sono presentata come privatista agli esami per ottenere la Maturità Magistrale. Non è stato semplice dare gli esami insieme a ragazzi che avevano vent’anni meno di me, ma era l’unica strada possibile per ottenere il titolo che mi avrebbe permesso di diventare maestra!
Faccio parte di un’associazione di volontariato “Una città non basta”. All’interno di questa Associazione è nata tre anni fa l’idea di aprire un centro aggregativo, il Pit Stop, per offrire sostegno scolastico ai ragazzi della scuola primaria e secondaria, ma anche per accogliere chi vuole trascorrere un po’ di tempo insieme giocando a calcio balilla, a ping pong, a carte,… Nell’ultimo anno il Pit Stop ha offerto anche corsi di italiano per stranieri, con particolare attenzione agli stranieri più piccoli, lo scopo primario non è quello di fare lezione di italiano, i centri di accoglienza hanno l’obbligo di avere docenti di lingua italiana, ma quello di favorire la conoscenza e la relazione sia tra i bambini che tra gli adulti. Per questo si organizzano con frequenza feste aperte a tutti gli abitanti del quartiere, cene multietniche, cineforum in lingua inglese, piccoli laboratori di cucito e di lavoro a maglia. L’esperienza è stata molto positiva, anche perché questo progetto è stato scelto come alternanza scuola/lavoro da quattordici ragazzi del terzo e quarto anno di liceo linguistico e di liceo psicopedagogico, per i quali, come responsabile del progetto Pit Stop, sono stata il tutor esterno.
Ho trovato molto interessante il corso sulle Competenze digitali perché, per la prima volta, mi sono messa alla prova con un linguaggio di programmazione. È una vera e propria sfida pensare un percorso o un’immagine e riuscire a realizzarli attraverso una serie di comandi estremamente precisi, una precisione che, se non si riesce a raggiungere subito, può essere ricercata modificando i comandi dati e accettando l’errore come un prezioso suggerimento per migliorare il percorso verso la meta prefissata.
Sarei molto interessata ad ulteriori approfondimenti su Iperlogo e QQ.storie, soprattutto per imparare a trasmettere ai nostri alunni lo stesso entusiasmo che il prof. Lariccia ha saputo far nascere in me, facendomi sentire sempre la protagonista del mio apprendimento. Pertanto mi farebbe molto piacere se gli eventuali prossimi corsi di approfondimento tenuti dal prof. Lariccia si svolgessero in classe, coinvolgendo direttamente gli alunni.